IL GIOCO NELLA PEDAGOGIA ESPERIENZIALE - EXPERIENTIAL EDUCATION

 

[...] Il gioco non si esaurisce nella sua valenza ricreativa, essendo un potente strumento educativo. Il gioco ha la capacità di aprire, infatti, uno spazio di ricerca, sperimentazione e applicazione di strategie volte al problem solving e alla gestione delle dinamiche relazionali. Le azioni e le reazioni, gli atteggiamenti e i comportamenti utili sperimentati durante il gioco, possono essere trasformati e applicati alla vita quotidiana, secondo un processo chiamato nella pedagogia esperienziale “concettualizzazione e transfert”. Tale processo è evidente nel gioco infantile spontaneo: quelli di ruolo, per esempio, sono occasione per la sperimentazione cognitiva, affettiva, relazionale e psicomotoria. Attraverso un’adeguata pianificazione e preparazione delle attività, possiamo creare cornici, dimensioni (tempo/spazio) di allenamento esperienziale protette e sicure, per facilitare lo sviluppo e l'apprendimento di nuovi comportamenti utili all'individuo e al gruppo. Oltre che ad affinare le competenze e le abilità motorie, cognitive e affettive, attraverso l'utilizzo del “gioco esperienziale”, è possibile affrontare con gradualità lo stress emotivo del processo di prova ed errori e della frustrazione del fallimento, che appartengono alla vita reale. Sono comunemente riconosciute le potenzialità educative del gioco, che permette di scoprire valenze etiche ed educative tramite l’esperienza e l’osservazione. [...]

 

Non basta essere a conoscenza di un gioco cooperativo per lavorare sulla collaborazione e le dinamiche di gruppo: ogni percorso dovrebbe sviluppare un valore educativo più alto della somma dei singoli giochi e storie proposti. Per questo motivo, v’invito a pensare alle cornici metaforiche: scrivete storie, usate la fantasia o orientatevi alla realtà per invitare i partecipanti non solo a mettersi in gioco, ma a coinvolgersi in un viaggio alla scoperta dei comportamenti umani. Ciò che ci interessa è chi siamo e chi vogliamo diventare. 

 

Nell’infanzia, il gioco è fondamentale per la sperimentazione e l’attivazione della maggior parte dei processi di apprendimento; in questo senso si può dire che giocare è il “mestiere” di ogni bambino. Per questo, gli adulti dovrebbero rivolgere attenzione e gratitudine verso ogni atto di gioco espresso in loro presenza. Le parole giocare e imparare sono profondamente intrecciate nel mondo quotidiano degli umani giovani. Il compito dell’adulto può essere quello di facilitare la cornice, la situazione e di fornire gli stimoli alle forme di gioco adatte alla fase evolutiva in atto; in questo modo possiamo ammirare la natura umana fare il resto. Crescere significa agire nell’ambiente e questo richiede occasioni di espressione e libertà di movimento. Se forniti di materiali e circondati da ambienti avvincenti e ricchi di occasioni, le persone che possono seguire la loro attenzione scelgono e inventano giochi naturalmente adatti ai propri bisogni emotivi ed evolutivi. Il gioco nasce da una motivazione intrinseca dell’essere umano, come di ogni mammifero. Per riconoscere le diverse forme di gioco è necessario saper identificare le fasi di sviluppo umano e il modo in cui le persone, giocando, potrebbero nutrirsi di esperienze di crescita. Alcune forme del gioco sono usate solo durante determinate fasi di sviluppo, altre invece sono mantenute per tutta la vita e perfezionate in seguito alle esperienze fisiche, psichiche ed emotive. Generalmente le forme del gioco aumentano nel grado di complessità con l’età del giocatore. I giochi, dove è rilevante l’interazione, richiedono un linguaggio sempre più preciso e vario, implicano la comprensione del valore delle regole, lo sviluppo della tolleranza, della frustrazione e di altre abilità, competenze e conoscenze utili a vivere. Generalmente, dal secondo anno di vita è possibile osservare una specializzazione del gioco, per cui alcuni bambini preferiscono quelli di costruzione, altri il gioco di ruolo. Si apprende tramite l’esperienza diretta e anche attraverso l’osservazione e l’imitazione. Occorre divenire consapevoli di quanto noi adulti influenziamo, e spesso determiniamo, le scelte infantili. Precocemente, infatti, insegniamo a distinguere interessi e comportamenti in base al genere di appartenenza attraverso la proposta di giocattoli, strumenti e ambienti che mettiamo a disposizione dei giovani. [...]

 

Tratto dal libro Educatori Esperienziali in Natura  Animali, piante, storie e attività per l’Outdoor Education di Christian Mancini (unpublished)

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